Un contributo di 900€ all’anno per chi possiede un cane. Ma con quali requisiti.

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La notiziona suona rombante sui giornali, farcita da un estratto di una dichiarazione del Ministro della Sanità Zoofila che dice: ” Mi sembrava doveroso riconoscere queste spese, per potere così offrire l’opportunità di ricevere un sussidio annuo in modo tale da riuscire a combattere l’abbandono degli animali di compagnia ed incentivare allo stesso modo l’adozione di nuovi cuccioli da parte delle Nostre famiglie Italiane”

Ok ok andiamoci a fondo e vediamo i requisiti per poter accedere a questi fondi, e soprattutto, che documenti presentare:

  • Le famiglie devono essere composte da almeno un nucleo con almeno un figlio
  • Devono essere in possesso di un cane di razza riconosciuto dalla FID o dalla FAI
  • Il reddito della famiglia dovrà essere inferiore a 17.235,22€ annui.
  • L ‘intestatario del suddetto animale sia residente in Italia da Almeno 24 mesi di tempo.

E quali documenti presentare?

  • Apposito modulo predisposto dal proprio Comune di residenza
  • Dichiarazione dei redditi;
  • Copia del Libretto Sanitario dell’animale;
  • Foto in alta risoluzione che lo ritraggono in situazioni domestiche e in buone condizioni emotive
  • Un campione delle feci e dell’urine dell’animale, che verranno tempestivamente utilizzate per fornire analisi dettagliate a comprova che sopravviverà almeno nell’anno solare dal momento in cui verrà ceduto l’assegno;

 

 

I botti di Capodanno… perchè i cani hanno paura e come aiutarli.

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Rumori forti ed improvvisi fanno spaventano tutti, ma a differenza dei nostri cani, noi siamo in grado di riconoscerli e calmarci subito contestualizzandoli.

Le cause della paura sono molteplici e di diversa natura, ma che sia per imitazione (ho visto un altro cane spaventarsi, allora mi spavento anche io) o per ansia patologica, è bene cercare di ricorrere ai riparti il prima possibile!

Una tecnica che nel tempo ha dato buoni risultati è quella che si sviluppa in circa 10 giorni e che lavora sull’abituare il nostro cane in modo graduale ad affrontarla.

Ricordate che per eseguire correttamente l’esercizio (almeno in un primo momento) ci servirà la collaborazione di una seconda persona.

STEP 1

Usciamo con il nostro cane tenendolo al guinzaglio e facciamogli fare una breve passeggiata in modo che si scarichi e si ambienti. A questo punto il secondo soggetto almeno a 200 metri da noi (e fuori dal nostro campo visivo), dovrà far esplodere un petardo.

A questo punto il cane di riflesso si agiterà e manifesterà la sua ansia, la cosa fondamentale sarà rimanere impassibili, non premiarlo o accarezzarlo. Se facessimo questo andremmo solo a rinforzare la sua idea, cioè: “ho paura e mi consolano… dunque ho ragione ad averne”

Continueremo invece a camminare come se non fosse successo nulla.

Se siamo a casa ed abbiamo tempo, potremo ripetere anche questo esercizio 2-3 volte al giorno, per 3 giorni almeno.

STEP 2

Accorciamo le distanze. A questo punto dovremo fare entrare in scena anche l’elemento “olfattivo” e quindi il cane dovrà percepire la vicinanza del “problema”.

Lasciategli il tempo necessario, 10 giorni sono una mera indicazione, ma non la regola.

Nel caso non vedeste miglioramenti significativi, fate un passo indietro e cercate di essere costanti nell’educazione.

ALCUNI CONSIGLI PER CANI PAUROSI: 

  • se il cane dovrà rimanere in casa da solo la sera di Capodanno, lasciategli una televisione o la radio accesa, ad un volume sufficiente che possa coprire il rumore  dei botti
  • se siete in casa con lui, cercate di non affiancarlo ad altri cani paurosi
  • non coccolatelo o prendetelo in braccio se lo vedete spaventato, fate come se non fosse successo niente
  • non obbligatelo ad uscire durante i botti e non lasciatolo in cortile
  • nei casi davvero gravi, avvaletevi di tranquillanti che il vostro veterinario vi potrà consigliare
  • portate fuori il cane per brevi periodi solo per i bisogni quotidiani così da limitare al massimo il rischio di petardi improvvisi.

 

Il pranzo di Natale…

Si avvicinano le feste di Natale e come ogni anno ci si prepara, da una parte fisicamente, alle abbuffate dei pranzi e dei cenoni e, dall’altra, psicologicamente per le difficili ed inevitabili digestioni. Ma diversamente che Natale sarebbe?

Anche se per ovvi motivi i nostri quadrupedi non possono percepire questo clima di festa, perché non viziarli un po’ dedicando a loro più tempo e magari preparandogli una sorpresina?

Riprendendo il post della scorsa settimana di Lily’s Kitchen, ecco cosa ha preparato questa piccola azienda inglese per i nostri amici:

lily-s-kitchen-cane-agnello-stufato-umido

Una vera e propria leccornia da gourmet a quattro zampe!

La scatoletta limited edition per il Natale 2015, è 100% naturale a base di carne fresca di tacchino, oca e anatra, con mirtilli, mele e timo.

Tutto senza cereali e conservati.

Noi aspettiamo la vigilia per aprirla!

Stripping o non stripping… questo è il problema.

angStrippare altro non significa che “strappare”… strappare il pelo (ovviamente morto) che altrimenti non sarebbe in grado di cadere da solo. Per molte razze a pelo duro oggi è diventata un’esigenza, in quanto un eccessivo infoltimento del manto potrebbe causare dermatiti o irritazioni della acute.

Un tempo ovviamente non era così, prendendo ad esempio anche solo i piccoli westie, utilizzati in origine come cani da tana, questi si procuravano naturalmente lo stripping correndo tra frasche e buchi… oggi sarà più probabile vederli in panciolle sul divano a mordicchiarsi un peluches con squeek!

Va da sé che anche solo il pensiero di strappare il pelo al proprio cane di primo getto non sia proprio un’idea piacevole.. evoca un po’ l’immagine di una strappata di capelli per noi… e come dar torto a questa impressione.

Ma dopo aver letto di tutto, dal “questa è una violenza” a “lo stripping non serve a niente”, vorrei provare una volta per tutte a fare un po’ di chiarezza: si tratta di pelo morto,  incapace di staccarsi dal proprio bulbo di residenza in quanto utile in passato a proteggere la cute del cane da escoriazioni e traumi. Altrettanto chiaramente vorrei dire che in proporzione alla quantità di razze selezionate, pochissime di queste necessitano davvero di questo trattamento,  dunque attenzione a chi vi consiglia uno stripping su un cane a pelo morbido, o in generale che fa regolarmente la muta stagionale. Dico questo in quanto si tratta di un’operazione lunga, che deve essere fatta da mani esperte… mani esperte che si fanno pagare molto bene!

Vorrei però rimarcare il fatto che non si tratta di un procedimento doloroso per il nostro cane, tanto che si consiglia la prima seduta a circa 4 mesi di età, e di continuare, a seconda della qualità del pelo e della sua crescita ogni 4-6 mesi.  Alcuni consigli ed accorgimenti dopo lo stripping:

  • controllate il colore della cute, non dovrà presentare escoriazioni o puntini rossi
  • il manto dovrà apparire uniforme, senza “buchi” o parti più rade
  • in estate raccomandate al vostro toelettatore uno stripping più leggero. La pelle del cane è, come la nostra, soggetta ai pericoli dei raggi solari e per questo potrebbe bruciarsi provocando dermatiti molto pericolose
  • ahimè come dicevo si tratta di un’operazione lunga, di norma una seduta di stripping va dalle 3 alle 5 ore
  • non fidatevi di chi vi chiede troppo poco. Uno stripping professionale costa dai 65€ ai 100€ . Piuttosto fatelo una volta in meno ma fatelo bene!
  • il cane durante lo stripping non dovrà piangere ne lamentarsi in quanto non si tratta di un’operazione dolorosa. Nel caso si lamentasse il problema è nella persona che lo esegue
  • alternate se preferite una seduta di stripping ad una di trimming, ovvero fate accorciare il pelo cresciuto senza nuovamente strapparlo se non necessario
  • mano a mano il pelo dovrà acquistare una consistenza più dura e meno lanosa, questo cambiamento lo vedrete molto bene se comincerete fin da subito
  • non trimmate il cucciolo, gli rovinereste il pelo e dopo sarebbe davvero difficile riportarlo alla condizione desiderata. Piuttosto lasciatelo con i pelo più lungo, sarà meno bello ma il suo manto sarà integro

In conclusione: non si tratta solo di una questione estetica ma anche di salute! Non escludo ovviamente cani a pelo duro mai strippati con peli meravigliosi e cuti sanissime, ma di norma mi sento di consigliare almeno di consultare una volta un toelettatore esperto o il vostro veterinario per avere un parere sulla condizione del pelo del vostro batuffolo!